blog

6 meno meno: perchè non ha lo stesso valore di un 5 e mezzo

La sottile differenza tra un 5 e mezzo e un 6 meno meno… dicevamo

Un 5 e mezzo non è e non sarà mai un 6 meno meno!

Perchè sembra così difficile dire quello che davvero pensiamo? Perchè gli esseri umani hanno la continua necessità di mascherare, modificare, rendere migliore di quanto in realtà non sia, la verità? Questa è davvero una di quelle domande che trova risposte nei più svariati: “Ma si! E’ solo una bugia bianca!” – oppure – “Ma perchè devo essere io a dirgli come stanno davvero le cose!” – o ancora il più freddo, spietato e distaccato – “Io non voglio avere discussioni, se lascio le cose come stanno senza intervenire, avrò meno casini!”.

Tanto non mi riguarda

Eccole qui, le magiche scuse salva culo!

Se accettassimo di vedere negli occhi degli altri come stanno realmente le cose, non riusciremmo a guadagnare informazioni preziose su come appariamo ai più e su come, al contrario, vogliamo essere identificati?

Mi piace pensare che la frase “secondo il tuo punto di vista”, pronunciata contro chi si permette di dare interpretazioni sui nostri comportamenti, venga utilizzata proprio perchè quello che si riesce, in genere, a cogliere degli altri, sia davvero un minuscolo punto tra un milione di punti che formano la nostra complessa personalità.

Non ho la presunzione di dire che faccio eccezione, ma di certo, posso affermare che se mi fossi morsa la lingua più spesso, pensando a quanto rivelare ciò che credevo corretto non avrebbe fatto la differenza, sarei circondata da poca, pochissima gente che stimo e su cui so di poter realmente contare.

L’importanza di non essere spettatori

Con gli occhi di una donna adulta, riesco, a distanza di una decina d’anni, a ricordare con vergogna alcuni eventi del mio passato in cui sono stata spettatrice. Credevo fosse la cosa giusta assecondare, annuire e stare in religioso silenzio davanti ai rimproveri del mio datore di lavoro, ad esempio.

Un giorno lui, aveva dato per scontato che avrei fatto una determinata cosa. Sarebbe stata la soluzione migliore, sarei stata all’altezza, avremmo portato a casa il risultato: il fatto è che io non sarei mai andata da quel cliente se non fossi stata obbligata dalla ridicola sensazione che sbattegli in faccia la mia opinione, mi avrebbe esposta negativamente. Negativamente! Perchè credevo fosse logico dare a uno sconosciuto una versione di me che in realtà rifiutavo con ogni cellula del mio corpo? Perchè essere la protagonista di un evento che non mi piaceva, che non ritenevo importante per l’azienda, che credevo, in fondo, mi vedesse in prima linea solo per mancanza di altro personale?

Ero terrorizzata, ricordo, dall’idea che lui scoprisse cosa realmente pensassi! Ci stavo male. Lo dicevo ai colleghi, ne parlavo in famiglia, mangiavo le unghia fino all’osso perchè mi stressava profondamente essere sempre più vicina alla data in cui mi sarei dovuta sentire una pedina nelle sue mani.

Dire e dirlo subito

Non è successo nulla di quello che succede nei film. Immagine suggerita: lasci in difficoltà il capo e sali su una macchina costosissima per sfrecciare nella tua nuova e libera vita vista mare.

No, io, invece, ho fatto quello che mi era stato detto, eh già, andò persino bene! Ma il fatto è che, seppur in ritardo di 24 ore e dopo averci dormito su, passata la tensione, andai in ufficio e mi liberai di quel lavoro e soprattutto di quella persona che avevo maledetto, senza avere alcuna alternativa lavorativa pronta all’uso. Quanto mi ha scossa doverlo affrontare! Mi tremavano persino le parole che non avevo ancora pronunciato, le mani, le labbra, credo mi fosse venuto persino un tic all’occhio sinistro durante la mia confessione.

Mi disse che non si aspettava pensassi quelle cose. Chiaro, non gliele avevo mai dette! Immaginavo lui le percepisse, ne ero certa anzi, ma ero stata io a fornirgli l’alibi perfetto per continuare a fingere di essere un “insensibile”.

No, non era un sei meno meno.

Se avessi avuto la forza di dire all’uomo che aveva dato per scontata la mia approvazione, che per me valeva quanto un cinque e mezzo, senza sentirmi immotivatamente cattiva, credo gli avrei risparmiato di sentirsi in diritto di pensare di essere migliore degli altri, migliore di me.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *